| La Storia del tennis in carrozzina |
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In Italia il tennis in carrozzina è nato nel 1987, quando un gruppo di ragazzi paraplegici toscani che praticavano il tennis tavolo (Enrico Rindi, Massimo Porciani, Alessio Focardi e Silvano Biagi), conobbero Giovanni Cantaffa, un calabrese emigrato in Svizzera che un giorno, dopo una seduta di allenamento sul tavolo di legno verde, portò i quattro amici con sé su un campo da tennis vero e proprio. Rindi, Focardi, Porciani e Baldi, inizialmente increduli sulla reale possibilità di giocare a tennis, rimasero tanto colpiti da quell'esperienza da decidere che una volta tornati in Italia ci avrebbero provato anche loro. La nuova attività si diffuse con grande rapidità nel nostro Paese e oggi il tennis in carrozzina conta almeno 150 giocatori, di cui più di un quarto frequenta assiduamente il circuito internazionale con buoni risultati. Come tutti gli altri sport per disabili, è gestito dal Comitato Italiano Paralimpico. Oltre che per la qualità dei suoi atleti, l'Italia si distingue nell'organizzazione di eventi mondiali. Ogni anno ospita infatti otto tornei internazionali (alcuni dei quali tra i più importanti al mondo) oltre al Masters di doppio e ad una lunga lista di esibizioni e tornei promozionali. Nel tennis, a differenza di quasi tutti gli altri sport per disabili, si distinguono solo due categorie: la categoria Open, in cui possono gareggiare tutti coloro che posseggono una disabilità agli arti inferiori (al suo interno si divide in maschile e femminile), e la categoria Quad, riservata a coloro che oltre a possedere una disabilità agli arti inferiori ne posseggono anche agli arti superiori. Per quanto riguarda le regole, l'unica differenza con il tennis dei normodotati è la possibilità di colpire la palla anche al secondo rimbalzo, mentre per tutto il resto non esistono differenze di sorta. Il tennis in carrozzina è uno degli sport in più sensibile espansione e sui quali il Comitato Paralimpico investe molto, sia per la spettacolarità del gioco che per il numero di praticanti. Ciò, si spera, porterà in futuro anche un miglioramento della situazione per quanto riguarda gli impianti. Nel 2006 l'Italia ha ottenuto i migliori risultati a Brasilia dove, nella Categoria Quad, si è guadagnata il titolo di vicecampione del mondo grazie a Giuseppe Polidori, Antonio Raffaele e Gianluca Giovagnoli, mentre nella World Team Cup Categoria Open, equivalente della Coppa Davis e della Fed Cup, la Nazionale femminile si è piazzata ottava e quella maschile dodicesima. Inoltre nel Masters di fine anno, ad Amsterdam, Giuseppe Polidori, sempre nella categoria Quad, ha ottenuto il terzo posto. Fonte: www.federtennis.it/carrozzina/
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